Impianti di riscaldamento residenziali, comunità, commerciali:
- impianti autonomi;
- impianti centralizzati con e senza contabilizzatori di calore;
- impianti a pavimento e tradizionali con caldaie a condensazione.
Impianti di riscaldamento industriali:
- centrali termiche ed impianti con caldaie a vapore di grande-media-bassa pressione;
- impianti con tubi e nastri radianti a gas.

CALDAIA A CONDENSAZIONE ECOFLAM
Che cosa è una caldaia a condensazione?

La caldaia a condensazione prende il nome dal fatto che al suo interno i fumi condensano, cioè scambiano il loro contenuto di calore fino a raffreddarsi al punto che il vapore d'acqua contenuto in essi si trasforma in acqua allo stato liquido. Per tale ragione il calore viene ceduto per mezzo di superfici di scambio termico superiori rispetto a caldaie convenzionali di pari potenza.
Ovviamente deve essere costruita con materiali resistenti alla corrosione dell'acqua di condensa, ecco quindi che tali caldaie sono principalmente in lega di alluminio o in acciaio inossidabile.
Il vapore contenuto nei fumi di una caldaia a gas si trasforma in acqua quando la temperatura di questi scende al di sotto della cosidetta "temperatura di rugiada", che è circa 60°C.
La caldaia a condensazione è munita di un apposito scarico della condensa raccolta.

Perché conviene rispetto ad un altro tipo tradizionale?

Perchè a parità di energia ceduta, consuma meno combustibile; infatti, ricordiamo che:
- la temperatura dei fumi di una caldaia a condensazione può variare tra i 45°C e gli 80°C a seconda della temperatura dell'acqua di caldaia, per cui la perdita di calore sensibile dei fumi è molto ridotta;
- il cambiamento di stato dell'acqua presente nei fumi dallo stato di vapore a quello liquido comporta la cessione di una certa quantità di calore, detto calore latente di condensazione, pari a circa 2260kJ/kg (540kcal/kg), che ovviamente viene sfruttato per riscaldare l'acqua dell'impianto;
- la combustione di un metro cubo di metano dà luogo teoricamente a circa undici metri cubi di fumi, dei quali due di vapore acqueo, che, se fatto condensare, genera circa 1,6 litri d'acqua.
La quota proporzionale di energia teoricamente recuperabile tramite la condensazione dei fumi è molto consistente, pari a circa il 10,5%, dovuta al calore latente di condensazione, cui va aggiunto un ulteriore 6-7% legato al recupero di calore sensibile dei fumi (non più a 150-200°C, ma a 45-80°C), per un totale massimo teorico di 16-17 punti percentuali.

CONFRONTO PERDITE DI ENERGIA
(riferite al potere calorifero superiore)
20÷25% 18÷20% 4÷6%

caldaie classiche

caldaie alto rendimento

Bluette 104

I rendimenti utili tipici di una caldaia ad alto rendimento moderna variano tra il 90-92%, mentre la caldaia a condensazione raggiunge normalmente valori superiori al 100%, variabili in genere tra il 97% ed il 105%, fino ad un massimo di 108% (a seconda della temperatura dell'acqua dell'impianto).
Perchè una caldaia a condensazione può avere un rendimento superiore al 100%? Non è una affermazione che contrasta con il principio di conservazione dell'energia?

Il rendimento termico di una caldaia si riferisce per convenzione al potere calorifico inferiore del combustibile, perciò è bene chiarire il significato di tale termico.
Potere calorifico inferiore e superiore di un combustibile
Il potere calorifico di un combustibile rappresenta la quantità di energia che si può ricavare dalla combustione di una sua unità di misura, e si esprime in kJ/kg (o kcal/kg) se si tratta di un combustibile liquido o solido, oppure in kJ/m³ (o kcal/m³) se si tratta di un combustibile gassoso.
Si distinguono il potere calorifico inferiore e quello superiore, con la differenza che il potere calorifico superiore comprende il calore latente di vaporizzazione dell'acqua contenuta nei fumi, cioè la quota di energia ricavabile, nel caso ad es. della combustione del metano, dalla condensazione di quei 2 metri cubi di vapore citati in precedenza, corrispondenti a circa 1,6 kg di acqua.
Il potere calorifico inferiore rappresenta perciò la massima energia sfruttabile da una caldaia convenzionale, mentre nel caso di una caldaia a condensazione consente di scambiare quasi tutto il calore sensibile dei fumi, ed inoltre di recuperare una parte del calore latente di questi, guadagnando una preziosa quantità di energia da trasferire all'acqua di caldaia, energia che altrimenti sarebbe andata dispersa. Se si riferissero i rendimenti delle caldaie al potere calorifico superiore, una caldaia convenzionale avrebbe un rendimento di circa 80-82%, mentre quella a condensazione il 93-95% (in accordo con il principio di conservazione dell'energia).

CONFRONTO FRA RENDIMENTI UTILI
Riferiti al
potere calorifico
INFERIORE
Riferiti al
potere calorifico
SUPERIORE
A quali impianti si può abbinare una caldaia a condensazione?

La caldaia a condensazione esprime il massimo delle prestazioni per temperature dell'acqua dell'impianto relativamente basse, ad es. 30-50°C, cioè impianti a pannelli radianti, ma si dimostra facilmente che il recupero energetico è molto consistente (dell'ordine del 7-10%) anche in caso di impianti tradizionali a radiatori, dal momento che la temperatura media dell'impianto nell'arco della stagione del riscaldamento è di circa 40-60%, variabile in funzione della zona climatica.

RISCALDAMENTO INDUSTRIALE: IMPIANTI A VAPORE